Immagine e reputazione: autorevolezza vs popolarità

Quando parliamo di  personal branding, immagine e reputazione non parliamo soltanto di azioni di  marketing e strategia ma parliamo prima di tutto di atteggiamento e modo. 

Ciò che dà autorevolezza ad una persona non sono i numeri, veri o presunti e le apparizioni, (quelli semmai ne determinano la popolarità) l’autorevolezza si conquista con il savoir-faire, ossia quel modo e atteggiamento capace di attrarre, incuriosire, predisporre all’ascolto e infine, lasciare “quella buona impressione” di cui ogni professionista ha bisogno.

Tutto ciò che viene detto e scritto suscita delle reazioni ma non tanto nel “cosa” quanto nel “come” e questo perchè è vero che siamo esseri dotati di raziocinio ma la prima impressione è per la maggior parte fatta di impulso e sensazione.

Bisogna allora prestare molta attenzione alla comunicazione e ai messaggi che si inviano.

Empatia… parliamo di atteggimento empatico, quello capace di mettere in relazione comunicativa due o più persone.

In ambito digitale questo atteggiamento viene fuori attraverso i contenuti che produciamo, ai commenti e alle condivisioni che facciamo ma non c’è luogo peggiore per entrare in contraddittorio e fraintendimento in quanto viene meno la parte fondamentale della comunicazione, quella legata al tono e al linguaggio del corpo… quella di “sensazione” appunto.

L’obiettivo del nostro porci tuttavia non dev’essere quello di piacere a tutti, (si finirebbe per sembrare ruffiani e senza personalità) ma quello di trovare esattamente il nostro pubblico, quello più affine e quello che ci approva proprio per la nostra specialità e per ciò che ci accomuna.

Ma così mi perdo una fetta di mercato…

Me la dicono spesso questa cosa ma se non c’è fiducia reciproca, nessun tipo di rapporto dura nel tempo.

Quando si dice “entrare in relazione” si intende questo, “riconoscersi” e diventa fondamentale soprattutto per chi fa della consulenza il proprio mestiere; fondamentale il rapporto con il cliente che diventa col tempo spesso un “amico” e tu, persona di fiducia. Senza fiducia reciproca cessa di esistere il ruolo stesso del consulente e questo molto spesso determina la fine del rapporto, cosa che non va vista però come sconfitta o fallimento, quanto l’esigenza reciproca di ricercare e trovare un’altro “simile”.

Da oltre vent’anni mi occupo di Comunicazione e Strategie di Marketing come consulente e titolare d’Agenzia Pubblicitaria… e non ho nessuna intenzione di smettere!

Roberta Voiglio

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Roberta Voiglio

Brand & Communication Manager. Dal 1997 mi occupo di Comunicazione Corporate e Marketing Strategico #Bni Member Piemonte Sud

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