Processo comunicativo: perchè non ci capiamo?

Perchè non ci capiamo?

Capire il processo comunicativo e come sopravvivere alle relazioni, che ormai avvengono con più mezzi e su più canali, non è così complesso se riuscissimo ad uscire da alcuni stereotipi mentali che non rendono efficace la comunicazione interpersonale.

La comunicazione tra individui non è un semplice passaggio di informazioni, ma un processo sociale d’interazione tra individui coinvolti in una relazione, dove sono presenti uno scambio anche di elementi cognitivi ed emozionali che rendono senz’altro l’interazione più complessa da gestire.

Saper comunicare in modo efficace è considerato oggi indispensabile soprattutto nel mondo del lavoro e un buon comunicatore è sicuramente avvantaggiato.

Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione!

Questa frase dimostra quanto siano importanti i primi minuti per l’impatto iniziale di una nuova relazione. Se nei primi minuti si ottiene un’impressione favorevole la relazione sarà orientata positivamente nel 50% dei casi, mentre se nei primi minuti l’impressione è negativa la relazione futura sarà improntata negativamente nel 90% dei casi.

Il Dare per scontato nel processo comunicativo:

Ogni giorno scambiamo un’enorme quantità di messaggi con le persone e i clienti che incrociamo; telefoniamo, mandiamo messaggi, scriviamo email, parliamo e gesticoliamo. Se non abbiamo la consapevolezza dell’importanza che queste attività hanno sul nostro lavoro il rischio è quello di sentirci frustrati per le incomprensioni e le complicazioni nei rapporti.

La difficoltà dipende dagli schemi mentali che ognuno di noi ha, fatti da rigidità di pensiero che limitano il flusso comunicativo tra noi e gli altri:

  • dare per scontato che gli altri abbiano le stesse nostre percezioni, gli stessi pensieri e le stesse esperienze;
  • dare per scontato che gli altri sappiano leggere nel nostro pensiero evitandoci di doverci esprimere chiaramente;
  • dare per scontato che la parte emotiva non rivesta nessun ruolo nell’interscambio;

Uscire da queste convinzioni è il primo passo per quel processo di pulizia mentale che può portarci a comunicare bene; perchè i nostri assunti non devono diventare per noi un limite.

processo comunicativo

Numerose ricerche condotte hanno rilevato come il contenuto del messaggio incida solamente del 10% sul processo comunicativo, il tono della voce 30% e la gestualità del 60%.

Il 90% della comunicazione, non è verbale!

Pensare qualcosa non vuol dire averla detta, la cosa detta non vuol dire che sia stata sentita, aver sentito non vuol dire essere stati ad ascoltare, aver ascoltato non vuol dire aver capito e aver capito non vuol dire essere d’accordo.

Se il contenuto incide solamente del 10% sul processo comunicativo, quanta importanza ha questa riflessione quando parliamo di sms, email, whatsapp, telegram, facebook, linkedin & Co., canali dove ormai le relazioni fanno da padrone ma dove si riscontra il maggior numero di incomprensioni e fraintendimenti proprio per la mancanza, del 90%, di comunicazione?

Cordialmente…

Roberta Voiglio
Brand & Communication Manager
Mobile Specialist Consultant

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Roberta Voiglio

Brand & Communication Manager. Dal 1997 mi occupo di Comunicazione Corporate e Marketing Strategico #Bni Member Piemonte Sud

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